Presentadme vuestras peticiones con toda humildad, y seguro que encontraréis en Mí un oído atento. Pues la humildad del corazón hace que el ser humano hable a su Padre como un niño, que su oración no es una exigencia, sino una petición que con mucho gusto atiendo.
En cuanto el ser humano lleva una vida espiritual junto a su vida terrenal, y sus pensamientos no se centran exclusivamente en el mundo. Sino que, al reflexionar constantemente sobre su Padre celestial en medio del mundo, pronto establecerá la relación correcta con Él. Me reconocerá como su Dios y Creador y, por lo tanto, se acercará a Mí con toda humildad, pero siempre acudirá a Mí cuando le agobian las preocupaciones terrenales o espirituales, porque sabe que solo Yo puedo remediarlo. Y por eso Me pedirá con confianza infantil, y verdaderamente, no se equivocará en su petición.
Un ser humano humilde ya ha comenzado el camino de regreso a Mí, pues lo que mantenía su alma separada de Mí durante siglos era el orgullo, parte de Mi adversario, a quien siguió hasta las profundidades.... Por lo tanto, todo ser humano que aún muestra una chispa de orgullo en su interior sigue bajo el poder de Mi adversario y hasta que no se deshace de este rasgo de ser arrogante hacia Mí, no podrá ser aceptado por Mí, pues con ello él mismo levanta la barrera, y difícilmente podrá establecer la relación filial correcta con el Padre, porque para ello se requiere la humildad del corazón.
Y mientras un ser humano se resista a acercarme a Mí con la humildad del corazón, tampoco podrá orarme con la confianza propia de un niño; más bien, su oración será una exigencia, motivada por la sensación de impotencia para ayudarse a sí mismo.... Y tal oración no es la correcta; no llegará a Mis oídos porque falta el vínculo íntimo entre Padre e hijo, esa relación familiar que Me impulsa, por así decirlo, a considerar el niño, según su petición.
Reconocer a un Dios y Creador puede ser fruto del pensamiento intelectual, pero esto no implica necesariamente que el ser humano haya renunciado a su orgullo interior hacia ese “Dios y Creador” que ha reconocido. Cuando se Me reconoce como “Padre”, allí también el orgullo ha sido superado; el ser humano siente su humildad ante Mí, pero aun así se acerca a Mí porque el amor mora en un corazón humilde, un amor que Me ha reconocido y se acerca a Mí. Por lo tanto, también puedo colmar a ese niño con Mi gracia, que recibe con gratitud de Mis manos y que le ayuda a acortar continuamente la distancia que lo separa de Mí.
Es algo significativo cuando el ser humano se despoja de su orgullo, cuando se siente humilde y, aun así, puede ser considerado especialmente de Mí. Porque ahora se ha convertido verdaderamente en Mi hijo, que pronto podrá alcanzar el mismo grado de luz que una vez poseyó. Sus oraciones serán principalmente por el bien espiritual; probablemente acudirá a Mí con confianza en sus necesidades terrenales; pero su progreso espiritual será su mayor preocupación, y nunca dejará de pedir ayuda para lograr su objetivo en la Tierra. Sin embargo, solo un ser humano verdaderamente humilde puede dirigirme tal oración, porque reconoce sus debilidades y limitaciones.
Pero también debéis distinguir entre la humildad interior y la sumisión manifestada hacia el exterior, que no tiene valor ante Mí ni os puede traer gracia alguna. Por lo tanto, cada ser humano debe someterse a sí mismo a un examen de conciencia para ver cuáles son sus pensamientos y sentimientos más íntimos. Y solo será de una bendición para él si busca purificarse de todo pensamiento arrogante, si busca escapar del poder de aquel cuya arrogancia una vez lo derribó....
amén
TraductorPresentateMi soltanto in tutta l’umiltà le vostre faccende e troverete certamente il Mio Orecchio aperto, perché l’umiltà del cuore ha per conseguenza che l’uomo parli come un figlio a suo Padre, che la sua preghiera non è una pretesa, ma una richiesta che Io adempio soltanto troppo volentieri. Appena l’uomo conduce accanto alla sua vita terrena anche una vita spirituale, appena i suoi pensieri non sono rivolti esclusivamente al mondo, ma quando l’uomo si ricorda in mezzo al mondo sempre del suo Padre celeste, stabilirà anche presto il giusto rapporto con Lui. Mi riconoscerà come suo Dio e Creatore e perciò si rivolgerà a Me in tutta umiltà, ma verrà sempre a Me, quando lo opprimono preoccupazioni terrene o spirituali, perché sa che soltanto Io posso procurargli l’Aiuto. E perciò Mi prega nella fiducia infantile e non farà davvero nessuna preghiera sbagliata.
Un uomo umile ha già intrapreso la via del ritorno a Me, perché ciò che ha tenuta la sua anima separata da Me attraverso tempi infiniti, era l’arroganza come parte del Mio avversario, il quale ha seguito una volta nell’abisso. Quindi ogni uomo che fa riconoscere in sé ancora una scintilla d’arroganza, si trova ancora sotto il potere del Mio avversario e se prima non ha deposto questa caratteristica, che si comporta arrogantemente verso di Me, non potrà essere nemmeno accettato da Me, perché così egli stesso erige la barriera e non stabilirà proprio il giusto rapporto verso il Padre, perché per questo serve l’umiltà del cuore.
Finché l’uomo si ribella di entrare nell’umiltà del cuore nei Miei Confronti, fino ad allora non potrà nemmeno pregarMi fiducioso, la sua preghiera sarà piuttosto una pretesa, indotta dal sentimento della propria impotenza di poter aiutare sé stesso. Ed una tale preghiera è sbagliata, non raggiungerà il Mio Orecchio, perché manca il collegamento interiore del figlio verso il Padre, il rapporto di fiducia che Mi costringe pure di ricompensare il figlio secondo la sua richiesta. Il riconoscimento di un Dio e Creatore può essere il risultato del pensare d’intelletto, che comunque non deve necessariamente essere una dimostrazione, che l’uomo abbia già rinunciato alla predisposizione d’animo arrogante verso questo “Dio e Creatore” riconosciuto da lui. Se invece vengo riconosciuto come “Padre”, là è vinta anche l’arroganza, l’uomo sente la sua bassezza di fronte a Me, ma viene lo stesso a Me, perché in un cuore umile dimora anche l’amore, che quindi Mi ha riconosciuto e spinge verso Me. Allora posso anche riversare la Mia Grazia su un tale figlio, che riceve grato dalle Mie Mani e che lo aiuta sempre a diminuire la distanza da Me.
E’ qualcosa di significativo, quando un uomo ha deposto la sua arroganza, quando egli stesso si sente piccolo e ciononostante può essere ricompensato particolarmente da Me. Perché in Verità ora è diventato Mio figlio, che presto può anche raggiungere quel grado di Luce che possedeva una volta, perché le sue preghiere sono prevalentemente rivolte al bene spirituale, si rivolgerà bensì fiducioso a Me anche nelle miserie terrene, ma il suo progresso spirituale è la maggiore preoccupazione e non cesserà mai di chiedere l’Aiuto, affinché raggiunga la sua meta sulla Terra. Soltanto un uomo veramente umile può rivolgere a Me una tale preghiera, perché costui riconosce le sue debolezze ed errori.
Dovete tuttavia anche discernere fra umiltà interiore e sottomissione esposta solamente esteriormente, che davanti a Me non ha valore e non può procurarvi nemmeno nessun apporto di Grazia. Perciò ogni uomo stesso deve sottoporsi ad una critica, su com’è il suo pensare e percepire interiore. Sarà soltanto per la sua benedizione, quando cerca di purificarsi da ogni pensiero arrogante, quando cerca di sottrarsi al potere di colui la cui arroganza lo ha fatto una volta cadere.
Amen
Traductor