Fonte: https://www.bertha-dudde.org/it/proclamation/6593

6593 La rinascita è uguale alla Resurrezione

12 luglio 1956: Libro 71

Il giorno della nuova nascita è anche contemporaneamente il giorno della resurrezione per voi. Appena la vostra anima si ricorda dello scopo della sua vita terrena, appena nella libera volontà prende contatto con Me, con il Regno spirituale, appena comincia a tendere verso Me ed il Mio Regno, lei esce dalla sua tomba dell’oscurità, si risveglia a nuova vita. Perché la rinascita dell’anima è appunto quel cambio dal reame del Mio avversario nel Mio Reame. L’anima dimora ancora sulla Terra, ma era stata partorita nell’oscurità all’inizio della sua incorporazione come uomo ed ha lottato nella libera volontà per arrivare alla Luce, quindi è uscita dalla sua tomba, appena si è potuto liberare con l’Aiuto di Gesù Cristo dal suo involucro, appena ha raggiunto una rinascita spirituale, appena i suoi sensi ed il suo tendere è ora orientato spiritualmente. Quindi ha sperimentata la resurrezione dalla notte della morte nella Luce del giorno.

Quindi con “il giorno della resurrezione” è inteso questo cambiamento, che l’anima può svolgere sulla Terra e le garantisce anche nel Regno dell’aldilà una “Vita” nella Luce e nella Forza, mentre invece delle anime possono anche rimanere nella morte dopo il loro decesso da questa Terra, ma non sono comunque svanite. Perché nessuna anima potrà scomparire, per quanto immatura possa decedere da questa Terra, ritroverà soltanto in uno stato simile alla morte, senza Forza e nell’oscurità più fitta. Lei esiste, ma non è lo stesso risorta alla Vita.

Una resurrezione è certa per ogni uomo, che nella vita terrena si sforza a stabilire il collegamento con il Regno spirituale, che quindi aspira volontariamente ad una risalita verso l’Alto, che non si accontenta soltanto con l’esistenza terrena, ma riconosce un Essere più Alto, si affida a Lui e Gli si dà totalmente. Ed una tale anima non avrà nemmeno da temere la morte terrena, perché sfugge solamente all’involucro esteriore, al corpo carnale, ed entra trasfigurata nel Regno dell’aldilà, perché per primo è imperitura e secondo perché qualcosa di vivo è anche visibile a colui che vive pure. E l’anima è felice di potersi liberare del corpo di carne, che era per lei solamente una catena finché viveva sulla Terra.

Ma anche le anime immature si liberano di questo involucro corporeo e rimangono comunque legate, rimangono nella loro tomba, nell’oscurità, nello stato dell’ignoranza, per il proprio tormento e miseria. Ma anche loro possono ancora risorgere alla Vita nel Regno dell’aldilà, anche loro possono uscire dalle loro tombe, anche loro possono giungere alla Luce con l’Aiuto di Gesù Cristo, che invocano Lui, il Quale E’ risorto dai morti, il Quale ha vinto la morte, che Egli voglia togliere la pietra dalla loro tomba, che Egli voglia togliere la colpa di peccato, che le tratteneva nella notte della morte, nella tomba, affinché anche loro possano uscire ed entrare nella Luce del giorno. Tutti gli uomini possono risorgere, ma Gesù Cristo deve concedere loro l’Assistenza. E se Lo invoca già sulla Terra per l’Aiuto, per la Redenzione dal peccato e dalla morte, allora l’anima può sperimentare già sulla Terra la sua resurrezione, e questa non morrà poi più in eterno, anche se l’uomo subisce la morte terrena.

Ma ogni anima è imperitura, cioè non scompare più, per quanto possa trovarsi profondamente nella tomba del suo peccato, deve sopportare l’oscurità della sua tomba, deve ammettere la sua totale assenza di Forza, per poter uscire dalla sua tomba, non lo può fare e dipende dall’Aiuto. E se accetta quindi una prestazione d’Aiuto, che le viene offerto nell’amore, allora penserà anche a Colui, il Quale Solo la può aiutare alla resurrezione. Invocherà Gesù Cristo, il Quale Lui Stesso E’ uscito dalla tomba, Che ha vinto la morte e Che può sciogliere ogni catena, il Quale offre la Sua Mano ad ogni anima, affinché possa uscire dalla tomba, per entrare ora nella Vita, che non può più perdere.

Amen

Tradotto da Ingrid Wunderlich