Fonte: https://www.bertha-dudde.org/it/proclamation/6202

6202 Il compito della vita: servire nell’amore

1 marzo 1955: Libro 67

Questo è il vostro compito terreno, che vi serviate reciprocamente nell’amore. Potete lavorare per giungere in Alto soltanto nell’amore servente, perché soltanto questo aumenta il grado di maturità della vostra anima, questo soltanto vi rende capaci di entrare dopo la morte del vostro corpo in quel Regno, dove è Luce e Beatitudine. Tutti gli altri sforzi non vi servono a nulla, se tralasciate l’amore servente, quando il vostro cuore rimane indurito, quando volete predominare, invece di servire. Soltanto tramite l’amore servente per il prossimo riparate il peccato d’un tempo, quando avete rifiutato l’Amore, dove avete rinunciato all’amore per seguire colui, che è privo di qualsiasi amore, che si è ribellato contro di Me. La vita terrena vi è stata data soltanto affinché vi riconquistiate di nuovo l’amore, che una volta avete rifiutato, che dimostriate, che volete cambiare il vostro essere, che mettiate alla prova questo cambiamento della vostra volontà mediante l’agire nell’amore. Perciò non potete ignorare l’amore, se volete diventare di nuovo perfetti, se volete di nuovo ritornare a Me per essere infinitamente beati.

Non vi basta solo sapere questo, se non lo mettete in pratica. E per questo vi viene sempre offerta l’occasione, e sempre vedrete della miseria intorno a voi, si rivolgeranno a voi sempre degli uomini bisognosi chiedendo il vostro aiuto. Allora non lasciateli andare via da voi senza averli aiutati, per quanto questo vi sia possibile. E non preoccupatevi, se voi stessi dovete soffrire di mancanza, perché come misurate voi, verrà di nuovo misurato a voi.

Ma lasciate operare il vostro intelletto. Anche questo ve lo voglio raccomandare, affinché non siate per il vostro prossimo più di danno che d’aiuto. Perché una miseria causata per la propria colpa, deve anche essere alleviata da sé, per quanto questo stia nel reame della possibilità. E che è possibile, se l’uomo è volenteroso, perché lo può chiedere anche lui stesso a Me. Quindi dovete discernere da “miseria” e “leggerezza”. Dovete bensì lenire la miseria, ma mai fortificare l’uomo nella leggerezza, che è un gran male e perciò non deve mai essere sostenuto. Ma dove interviene l’amore per aiutare, anche la miseria presto è alleviata, perché Io contribuisco aiutando, quando riconosco da un lato l’amore e dall’altro la gratitudine.

Nessun uomo è abbandonato da Me, e quando si rivolge a Me Stesso, gli viene anche indicata una via che lo porta fuori dalla miseria. Ma chi spera soltanto nel prossimo, non ha un vero diritto all’aiuto, e la miseria lo deve guidare a prendere visione, che lui stesso deve cambiare. Perché sovente la miseria è per l’uomo quel mezzo d’educazione, che Io impiego, per conquistarlo per Me, che la miseria loe, affinché Io non lo possa mai deludere. Io voglio che tutti gli uomini diventino beati, e così voglio anche, che Mi riconoscano.

Ma molti uomini non pensano a Me, finché stanno sulla Terra nel benessere, e perciò si trovano su una via che conduce in basso, verso il Mio avversario. Soltanto attraverso la miseria Io posso agire su di loro, che si voltino e tendano a Me come la loro Meta, che elevino chiedendo le loro mani verso di Me per avere l’Aiuto. Ed Io sentirò una tale invocazione e manderò loro l’Aiuto, quando è il momento. Agite nell’amore, finché camminate sulla Terra e date quello che manca al prossimo. E voglio benedire voi e tutto ciò che date al prossimo nell’amore.

Amen

Tradotto da Ingrid Wunderlich