Fonte: https://www.bertha-dudde.org/it/proclamation/0807

0807 L’agire da lontano dei pensieri

12 marzo 1939: Libro 17

Nell’agire da lontano dei pensieri l’uomo riconosce prima una Forza ultrasensoriale, perché allora deve vedere escluso tutto il contributo dell’uomo ed ammettere che c’è qualcosa all’opera, che altrimenti vorrebbe negare. Ma se ora si manifesta qualcosa con evidenza, quando un uomo viene influenzato mentalmente di eseguire qualcosa che non corrisponde alla sua volontà, con ciò è data la dimostrazione, che un’altra Forza si serve della volontà dell’uomo per manifestarsi. Anche questo viene comunque volentieri rinnegato, e si cerca di dare la spiegazione in modo, che la debolezza di volontà dell’uomo fosse uno stato malato che verrebbe utilizzato dalla forte volontà del partner. Persino questa spiegazione non esclude, che un uomo possa comunque agire mentalmente sull’altro, perché ambedue, il debole come anche l’uomo con la forte volontà, stanno nella Creazione come esseri singoli totalmente separati, visto puramente nell’esteriore, che però non esclude, che una Forza li può determinare ad essere in qualche modo attivi, e che questa Forza, se viene richiesta in grande volume, possa anche essere trasmessa. Ogni pensiero è una Forza spirituale, e perciò può essere richiesta, ricevuta e data oltre, e questa potrebbe essere usata sulla Terra da uomo a uomo ancora molto di più, se negli uomini dimorasse l’amore ed attraverso uno stato di una certa maturità spirituale escludesse l’abuso di questa Forza. Ma dove questa Forza viene usata nella maturità spirituale, la vita dei pensieri di un prossimo può essere fortemente influenzata già sulla Terra. Riconoscendo questo, alla trasmissione dei pensieri dev’essere data una grande attenzione, perché questa è una dimostrazione dell’agire di una Forza, che si vorrebbe rinnegare, vista umanamente o terrenamente.

Amen

Tradotto da Ingrid Wunderlich